Verona                                                                                                           Febbraio 2003

Bakhita, sorella universale 

Carissimi Amici,

Bakhita, Santa Sudanese, rapita dal suo villaggio nel cuore del Sahara ad ovest del Nord Sudan, riscattata dai suoi “padroni” e portata in Italia, diventa cristiana, suora canossiana. Vive una vita semplicissima tra cucina, porta e scuola materna in quel di Schio. Ottobre 2000   è acclamata santa e definita dal Papa “Sorella Universale”. Un’africana: Sorella Universale? “Pur non conoscendo Dio si sentì amata da lui come figlia!” Tutto quì: dalla scoperta dell’amore di Dio nella schiavitù all’esperienza vissuta nel servizio ai fratelli. Gran festa in Sudan e a Schio l’8 febbraio.

Ne vedo tante di donne africane al lavoro, lungo le statali, al mercato, nelle chiese…alle fermate autobus. Sono preoccupate, silenziose, sofferenti come tutte le mamme che si trascinano dietro i bambini. Quando insieme esplodono di gioia, in mille canti e strilli; sono capaci di preghiere scaturite dal cuore; eternanmente pazienti, dignitose nella sofferenza. Nel nostro “grande villaggio” ti camminano accanto. Se ti fermi e sorridi loro si stupiscono e si illuminano; se sai attendere ne conoscerai la saggezza. 

La saggezza che hanno portato dai loro villaggi. Qualche briciola preziosa. Per esempio sulla riconoscenza. Mi disse un giorno l’anziano in un villaggio sudanese: “Vedo che i poveri vengono alla porta della tua casa;  tu sorridi, doni. E se ne vanno felici. Un giorno,  presentati all’uscio  delle loro capanne. Aspetta. L’anziano, la madre, la vecchietta, il bambino e il giovane, ti sorrideranno; ti faranno entrare e ti daranno il loro cuore”.

A proposito del cuore  il mio saggio africano dice: “ Vedi, il cuore e` come il passero che ogni mattina si posa nel cortile accanto alla mia brocca, appena fuori la porta della mia capanna; danza , gironzola, volteggia: è un incanto il suo cinquettio”.

Ospitalità? Il mio amico seduto sotto il baobab mi assicurò un giorno: “Ogni volta che ho osato pulire e seminare un campo abbandonato dalla gente perché soffocato dalle   pietre e divorato dalle spine, si è avverato il mio sogno di invitare gente alla mia ciotola nei giorni di fame”. 

E leggete quest’ultima della mia saggia sorella africana:“Al pianto di un bimbo la foresta tace: passa Dio che accorre invitando ogni focolare a consolarlo”.

Bakhita, sorella universale, è simbolo di sapienza “di colore” che scorre per le nostre strade. E non sappiamo!

Auguroni

P. Giancarlo Ramanzini

Via Vicolo Pozzo 1, 37127 Verona  Tel. 045 8002418  e-mail jramanzini@hotmail.com

“Libera il tuo campo da spine e sassi: raccoglierai bontà e accoglienza”.

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Usa il CP 16433377 con causale per scuola bambini rifugiati Nord Sudan”.  Grazie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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