Verona                                                                                                  Gennaio 2003

  Calze e Schiaffi


Carissimi Amici,

             Il freddo intenso di questi giorni mi ha fatto sognare il caldo secco di Khartoum. La legge dei contrari t’accompagna sempre ed è così in quasi ogni singolo momento della vita. Da qui il titolo: calze e schiaffi. Naturalmente mi riferisco alle calze della befana per bambini e a schiaffi e pugni tra adulti, dal vivo, in TV.  Siccome mezzo mondo ci vede via satellite, tutti ci applaudono per le calze che ci regaliamo e ci ritengono giustamente degli incivili per gli schiaffi che ci moliamo.

Le calze: ce ne invidianol’equivalente in vero pane i 10-12 milioni di bambini che ogni anno muoiono di fame. Quanti sono i bambini nel mondo che non vanno a scuola? Obbligati al lavoro nero? A tenere in mano un mitra per far la guerra degli adulti? Milioni! Questi esseri umani hanno bisogno non della nostra befana, ma di pane vero, medicine, scuola! La loro situazione inumana ci contesta il poco che facciamo per dar loro la dignità di non morire di fame, di malattie, d’ignoranza, di guerra, di sfruttamento... Si può cominciare a fare di più con uno stile di vita più sobrio.

Schiaffi e pugni in TV: I 1.500 milioni di uomini e donne nel mondo che vivono a un minimo di sussistenza e sono denutriti non pensano al dialogo intereligioso, nè fanno dibattiti alla TV; hanno altro a cui pensare ogni sorger del sole. E certamente non ci invidiano queste nostre bravure da incivili. Viene proprio da dire che quelli del dialogo, a base di offese e indegnità, si permettono di fare questo (e forse altro), perchè stanno bene! Hanno tutto il tempo, ma non hanno imparato a conoscersi: si vedono come nemici e come minaccia.

Ma i poveri, quelli che sono continuamente beffeggiati dalla mancanza cronica di pane quotidiano, condividono i quattro fagioli che hanno con altri denutriti come loro! Non vedono attorno a loro altro che esseri umani che stanno male. Soffrono insieme. Non li squadrano come nemici, o minaccie! Sono amici nel dolore. E sono mossi da compassione divina. Ho conosciuto nelle periferie di Khartoum donne anziane, superstiti della guerra, accogliere nelle loro capanne bambini orfani come fossero loro figli. Senza tante procedure di carte e contratti da firmare. E non sono nè della stessa tribù nè della stessa tradizione religiosa. Questo è dignità; questo è amore! I poveri hanno questa saggezza: prendersi cura di chi sta male.

Madre Teresa di Calcutta ne è l’esempio più forte e splendido: la sua umanità abbatte tutte le barriere.  Ed è ciò che anche nella saggezza africana, o nel sud del mondo. Il saggio anziano seduto sotto il baobab così mi spiegò un giorno, il fatto che non vedevo leoni aggirarsi la sera attorno al villaggio: “Quando nel nostro villaggio un bimbo piange, tutte le donne accorrono. Vedendole chine sul bambino il leone se ne và”. Ovunque ci sono questi esseri che si chinanao e si piegano sul dolore umano, è un mondo nuovo che costruiscono.

Tantissimi cari saluti

 P. Giancarlo Ramanzini

Via Vicolo Pozzo 1, 37127 Verona  Tel. 045 8002418  e-mail jramanzini@hotmail.com

“Chinati su un bimbo e liberalo dal ruggito traumattizzante dell’ignoranza”

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