Verona

                                                                                         Maggio-Giugno 2005

 

TEMPO DI TORNARE A CASA

 

Carissimi Amici,

 

Probabilmente questa sarà la mia ultima dall’Italia. Presto sarò di ritorno nel Sudan riassegnato a quella missione, la primogenita del Santo Daniele Comboni. I miei capocci evidentemente, con grande mia gioia, credono che possa ancora dare una mano laggiù. 40 anni fa un laconico messaggio “assegnato in Sudan”, mi ha letteralmente catapultato nel Nord Sudan, il cuore in gola, un pò stordito dall’incognito; ora ci ritorno con nel cuore amore e apprezzamento per un popolo che mi ha dato tanto svelandomi la sua cultura, cesellando in me quel poco di umano-cristiano che mi rende oggi quello che sono.

La parentesi italiana mi ha fatto certamente del bene. In una maniera molto embrionale ho aiutato persone incontrate ad alzare lo sguardo verso ampi orizzonti. Il vescovo di Verona ed altri del clero continuano a ripertermi che non avrebbero mai immaginato di calpestare terra sudanese l’ottobre scorso.E parlano ancora della loro esperienza. Ed io non li mollo. Perchè nel mio sogno penso a preti diocesani di Verona, citta` che al Comboni non mi basta abbiano eretto un monumento in piazza Isolo. Il più bel monumento al Santo Daniele Comboni è prendere il largo e immergersi abondantemente nel Sudan. È Verona che gemelleggia con Khartoum!!! Mio Dio, quanto sono sono avventato!

Poi ci sono questi carissimi amici, donne e uomini, che in varie occasioni hanno fatto valigie e zaini perchè hanno voluto rendersi conto come vive la gente nel Sud del mondo, nel mondo delle guerre dimenticate, delle malattie, della povertà, della sofferenza. Con loro mi sono impegnato a sognare il loro ritorno in quelle terre per starci magari qualche mese donando il servizio della loro professionalità o semplicemente per servire e stare con i poveri, le donne riscattate dalle prigioni, gli orfani serviti e amati, le mamme dei corsi per la promozione della donna, i bambini denutriti e mamme ammalate ...  Nel frattempo, qui in Italia questi amici promuovono i mercatini dell’equo solidale, raccogliendo dalla generosità della gente aiuti concreti per mandare a scuola il più gran numero di bambini....

In Italia la popolazione doc., che fa la differenza, non è quella della cronaca dei giornali o della TV e purtroppo neppure quella dei partiti, ma sono quei milioni di Italiani che nel silenzio operano perchè amano la creatura umana “uomo-donna” ovunque sia e di qualsiasi colore o credo. Semplicemente perchè amano Cristo. Amici, grazie per il dono. Parto con e nella gioia! A risentirci

 

p. Giancarlo  

 

 

 

 

 



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