FIORI PER REBECCA

Carissimi Amici

 Novembre e` il mese della memoria. E` per questo che portiamo fiori sulle tombe che diventano giardini. Un gesto tipicamente del cristiano che ogni domenica fa` memoria del Signore Gesu`. La vita che fiorisce dalla morte. Ricordiamo persone care e significative come Lui,, ma anche eventi, tragedie umane perche` il passato, non perda il suo messaggio di vita. 

Anch’io vorrei per voi far memoria di una mamma, legata alla mia esperienza Sudanese.

Anno del Signore 1974. Facevo il mio servizio nella chiesa cattedrale di El Obeid (Sudan). Avevo notato una giovane donna che veniva spesso dalle suore. Era radiosa felice all’inverosimile. Entrava in cortile, le mani ai fianchi e spalle indietro. Sedeva subito  su una panca come per riprendere fiato. Veniva a piedi dal villaggio. Le altre donne al vederla, le andavano incontro altrettanto gioiose, lanciando strilli di gioia in quell’aria  infuocata di maggio. Al loro occhio clinico, quel pancione doveva nascondere qualche secreto in piu`. Rebecca era giovanissima, e alla sua prima gravidanza!

Una sera mi vennero a chiamare, molto tardi. Rebecca stava male….

Un salto e gia` ero sulla soglia della capanna. Entrai. La luce di una candela illuminava il volto di Rebecca tutto un sudore; mi fisso` per un secondo abbozzando un sorriso nel suo dolore. Chiuse gli occhi. “ Non puo` essere, e` troppo presto” mi disse sommessamente Pietro, suo marito. “ Subito via all’ospedale” gridai decisamente.

Non uscivano mai! Accennai di fare in fretta. Improvvisamente un grido straziante, due, tre …. Poi sangue che colava, non si fermava… “Impossibile muoverla cosi`…” gridavano le donne dall’interno. Poi pianti come di lamento. Entrai ….. e vidi due creature …. senza vita su un sacco, per terra. Rimasi come pietra per qualche secondo. Mi inchinai su Rebecca … gli occhi fissi sul sacco, pieni di lacrime. Le presi la mano. Lei strinse la mia come donna africana farebbe mai. Sentivo il dolore che mi trasmetteva. Poi si rilasso`. Solo allora mi inginocchiai accanto quei due bambini; dal cuore sgorgo` la preghiera al Dio della Vita. Rebecca rifiuto` di essere trasportata all’ospedale. Diceva che si sentiva forte e che voleva assolutamente essere presente all’addio.

Nel tardo pomeriggio, andai a prenderla. In macchina con me, il papa’ teneva teneramente in mano i due corpicini, la mamma piangeva in silenzio. Al cimitero era gia` arrivata della gente; sostava silenziosa. Scavammo una piccola buca.  In piedi un’umile comunita` di esseri umani divento` preghiera su quei due figli d’uomo adagiati sul fondo.

Improvvisamente Rebecca si getto’ sulla tomba,  si scopri` il petto interamente, strappo` quel fagottino bianco dalla morsa delle tenebre.  Se lo strinse al petto come volesse … allattare quelle sue creature. Nessuno disse niente: il gesto di ogni mamma che sfida  la morte nutrendo di se` i suoi piccoli. Dignitosamente depose i suoi piccoli sul fondo come fossero fiori d’un bouquet. Si rialzo` con risolutezza; s’avvicino a Pietro. La sentii sussurrare: “Dio e` stato generoso con noi e lo sara` ancora.”.

Un anno dopo battezzavo Daniele, il nuovo fiore sbocciato  nel dolore per due fratellini nati morti. I fiori non cessano mai di nascere nei giardini.

Pace e serenita`. 

P. Giancarlo Ramanzini

Missionari Comboniani Via Vicolo Pozzo 1, 37127 Verona  Tel. 045 8002418  e-mail jramanzini@hotmail.com.

“Coltiviamo fiori nel giardino di Dio”. Se vuoi aiutare tanti bambini a crescere bene, fa` memoria di quelli che non ce l’hanno mai fatta sostenendo, con il tuo dono, il progetto: Bambini, tutti a scuola!

Usa il CP 16433377 con causale  per scuola bambini Nord Sudan. Grazie